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Sviluppo sostenibile

 

Sviluppo sostenibile



L’Italia e’ sempre stata grande sostenitrice dell’azione delle Nazioni Unite nella promozione dello sviluppo fino dal suo ingresso nell’organizzazione. Sia sul piano dei principi che per quanto concerne le politiche, la presenza a Roma del polo agroalimentare delle Nazioni Unite ha rappresentato un ideale collegamento tra ONU e Italia, facilitando la comunicazione e il reciproco arricchimento in termini di proposte e di buone pratiche Dai vertici del G8, all’organizzazione di “Expo Milano 2015”, la presenza in Italia delle Nazioni Unite ha costituito uno stimolo all’elaborazione di proposte innovative tra cui, solo per citarne alcune, l’iniziativa AFSI (“L’Aquila Food Security Iinitiative”) sulla sicurezza alimentare adottata al vertice G8 dell’Aquila del 2009 e la “Carta di Milano” che ambisce a rappresentare l’eredità di “Expo Milano 2015” per le generazioni future.

L’Italia è oggi attivamente impegnata nell’elaborazione dell’agenda dello sviluppo sostenibile per l’arco temporale 2016-2030 quando gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile sostituiranno gli Obiettivi del Millennio. Il sessantesimo anniversario dell’ingresso dell’Italia nelle Nazioni Unite coincide infatti con l’anno in cui si svolgono tre vertici di fondamentale importanza per il futuro dell’umanità, nell’ordine quello di Addis Abeba sulle fonti di finanziamento dello sviluppo, quello di New York che adotterà la futura agenda per lo sviluppo sostenibile e quello di Parigi sulla lotta al cambiamento climatico.

Elemento costante della posizione dell’Italia e’ il sostegno a un approccio integrato alle politiche di sviluppo fondato sull’armonizzazione, sul coordinamento e sull’efficacia degli aiuti nonché su una equilibrata considerazione dei principali fattori di sviluppo. Un ulteriore aspetto qualificante dell’azione dell’Italia e’ dato dal sostegno all’attività’ di Fondi e Programmi delle Nazioni Unite (UNDP, UNICEF, UNFPA, UN Women) sia attraverso la partecipazione ai rispettivi Consigli Esecutivi sia con i contributi finanziari della Cooperazione allo Sviluppo. Una punta di eccellenza è rappresentata dalla collaborazione con l’UNICEF. L’Italia ospita a Firenze sia il Centro di Ricerca Innocenti sia l’Ufficio del Fondo per la ricerca e la gestione della conoscenza di cui l’Italia è uno dei principali contribuenti. Sul versante dei contributi privati, il Comitato Nazionale italiano dell’UNICEF è il sesto al mondo per fondi raccolti. Tradizionalmente molto intensa è anche la collaborazione con il Dipartimento degli Affari Economici e Sociali dell’ONU (UNDESA), disciplinata da un Memorandum di intesa bilaterale del 1996 e testimoniata dalla presenza a Roma dell’unico Ufficio di UNDESA situato al di fuori di New York.



Va inoltre sottolineato – per le significative connessioni con i temi economico-finanziari trattati in ambito ONU – che l’Italia e’ direttamente e concretamente impegnata sul versante dei meccanismi innovativi di finanziamento dello sviluppo. L’Italia ha ideato e promosso ed è tuttora il principale finanziatore, dell’iniziativa Advance Market Commitments, finalizzata a incentivare la ricerca da parte delle case farmaceutiche e la commercializzazione a prezzi sostenibili nei paesi maggiormente svantaggiati di nuovi vaccini contro le malattie endemiche, a cominciare dallo pneumococco. L’Italia è inoltre membro fondatore e terzo contribuente della International Finance Facility Immunization, iniziativa mediante la quale, dietro la garanzia degli impegni finanziari dei paesi donatori, vengono emesse obbligazioni per l’acquisto di vaccini e per il sostegno dei programmi e dei sistemi sanitari nei paesi più poveri. A partire dal G8, l’Italia ha inoltre promosso l’iniziativa 5x5, volta alla riduzione del costo medio globale di trasferimento delle rimesse degli emigrati obiettivo successivamente recepito anche nel contesto G20 e diventato un tema di rilievo della stessa agenda dell’ONU.

All’ONU il tema dello sviluppo è ormai strettamente connesso con quello, più ampio, dello sviluppo sostenibile, che comprende la dimensione economica, quella sociale e quella ambientale. Proprio per la sensibilità ai temi ambientali l’Italia guarda con preoccupata attenzione alla situazione dei Piccoli Stati Insulari, la cui stessa esistenza, in alcuni casi, è seriamente e concretamente minacciata dalle conseguenze dei cambiamenti climatici, così come a quella dei Paesi a elevato tasso di biodiversità, in cui la conservazione del patrimonio ambientale risponde a un interesse collettivo della comunità internazionale. L’impegno in attività di cooperazione a beneficio dei Piccoli Stati Insulari del Pacifico, soprattutto nel settore delle energie rinnovabili, rappresenta una buona prassi riconosciuta a livello internazionale e indicata come esempio da imitare dell’approccio italiano allo sviluppo sostenibile.


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